sistema maqam

🌈🎶Ben ritrovate nella rubrica dedicata alla musica orientale e ai suoi strumenti musicali.Il nostro viaggio virtuale attraverso la storia di questo affascinante mondo orientale continua.😉💐Oggi vorrei cominciare a parlarvi del primo periodo islamico🤩Sia le composizioni che le improvvisazioni nella musica tradizionale araba si basano sul sistema maqam. I maqam possono essere realizzati con musica vocale o strumentale e non prevedono una componente ritmica.
Al-Kindi (801–873 d.C.) fu un noto teorico dei primi anni della musica araba. Si unì a molti altri come al-Farabi nel proporre l’aggiunta di una quinta corda improvvisata all’oud. Ha pubblicato numerosi trattatelli sulla teoria musicale, comprese le connotazioni cosmologiche della musica. Ha identificato dodici toni sulla scala musicale araba, in base alla posizione delle dita e alle corde dell’oud.
Abulfaraj (897–967) scrisse il Kitab al-Aghani, una raccolta enciclopedica di poesie e canzoni su oltre 20 volumi nelle edizioni moderne.
Al-Farabi (872-950) ha scritto un libro notevole sulla musica intitolato Kitab al-Musiqi al-Kabir (Il grande libro della musica). Il suo sistema di tono arabo puro è ancora usato nella musica araba.
Al-Ghazali (1059-1111) ha scritto un trattato sulla musica in Persia sul quale si dichiara: “Estasi significa lo stato che viene dall’ascolto dellaq musica”.
Nel 1252 Safi al-Din sviluppò una forma unica di notazione musicale, in cui i ritmi erano rappresentati da una rappresentazione geometrica. Una simile rappresentazione geometrica non sarebbe apparsa nel mondo occidentale fino al 1987, quando Kjell Gustafson pubblicò un metodo per rappresentare un ritmo come un grafico bidimensionale.
Oggi vi voglio parlare proprio dell’oud uno degli strumenti più utilizzati in quel periodo e nn solo perché la sua melodia ci ha accompagnato fino ai giorni d’oggi…🎶🎼
L’Oud è uno degli strumenti più popolari nella musica araba. Il suo nome significa “una sottile striscia di legno” in arabo, e si riferisce alle strisce di legno utilizzate per fare il suo corpo a forma di pera. Il manico dell’oud è corto rispetto alla grandezza del suo corpo ed è senza tasti. Questo permetto all’oud di avere un’intonazione eccellente e lo rende ideale per suonare i maqamat arabi.
L’oud di solito è formato da 5 paia di corde accordate all’unisono e una singola corda bassa, anche se alcuni oud hanno una coppia di corde un più. L’accordatura più comune (dal basso verso l’alto) è Do, Fa, La, Re, Sol, Do, il che rende tutti gli intervalli (tranne tra il F e il A) delle quarte giuste. Le corde storicamente venivano ricavate da viscere di animali e pizzicate da un plettro chiamato risha (traduzione araba di piuma). Le corde moderne sono fatte in acciaio arrotolato sopra il nylon e i risha moderni vengono fatti in plastica, guscio di tartaruga, corno di animali o anche in bamboo.
L’oud ha un timbro caldo e un ampio intervallo tonale (circa 3 ottave), ed è possibile unire la parte melodica con quella ritmica grazie alla sua caratteristica percussiva. Questo lo rende perfetto per accompagnare un cantante. È lo strumento preferito dai compositori per scrivere nuove melodie. I taqasim di oud sono molto popolari nei concerti e nelle registrazioni.
L’oud arabo è lo stesso strumento che esiste in molte altre nazioni (come in Turchia, Grecia, Iran) con qualche differenza nella dimensione, nello stile e nel timbro. Il liuto europeo è un discendente dell’oud, da cui prende il nome (al-oud).🥰🎶🤩Ora vi voglio salutare con qst piacevolissimo pezzo da ascoltare soprattutto x rallegrare qst giornata piovosa…Un’abbraccio virtuale a tutte alla prossima🤗💐😉❤

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