Guglielmo D’Aquitania

Buongiorno a tutti☀️🤩🤗Ben ritrovati, il nostro viaggio nell’affascinante mondo orientale e della sua musica  continua.🎶 
Ricordate di Guglielmo  D’Aquitania❓ Ve ne ho parlato la volta scorsa…Ebbene  gli studiosi affermarono che tre righe di una poesia di Guglielmo IX d’Aquitania erano in qualche forma di arabo, indicando una potenziale origine andalusa per le sue opere. 
La teoria secondo cui la tradizione trobadorica (termine che deriva dalla poesia provenzale dal verbo “trobar” cioè poetare fare poesia) sia stata creata da Guglielmo dopo la sua esperienza nelle arti Moresche mentre combatteva con la Reconquista in Spagna è stata sostenuta da Ramón Menéndez Pidal e Idries Shah. George T. Beech afferma che esiste una sola battaglia documentata che Guglielmo ha combattuto in Spagna e si è verificata verso la fine della sua vita. Beech aggiunge che Guglielmo e suo padre avevano individui spagnoli all’interno della loro famiglia allargata e che, sebbene non ci siano prove che lui stesso conoscesse l’arabo, potrebbe essere stato amico di alcuni europei che sapevano parlare la lingua. Altri affermano che l’idea che Guglielmo abbia creato il concetto dei trovatori sia di per sé errata e che le sue “canzoni non rappresentino l’inizio di una tradizione ma i vertici della realizzazione in quella tradizione”.🤔
La maggior parte degli studiosi ritiene che il sistema di notazione musicale solfeggio di Guido d’Arezzo abbia avuto le sue origini in un inno latino, ma altri suggeriscono che potrebbe aver avuto invece origini arabe. È stato sostenuto che le sillabe del solfeggio (do, re, mi, fa, sol, la, si) potrebbero essere state derivate dalle sillabe di un sistema di solmisazione arabo Durr-i-Mufassal (“Perle separate”) (dal, ra, mim, fa, sad, lam). Questo fu proposto per la prima volta da Meninski nel suo Thesaurus Linguarum Orientalum(1680). Tuttavia non ci sono prove documentali per questa teoria e non sono noti manoscritti musicali arabi che utilizzano sequenze dell’alfabeto arabo.Henry George Farmer ritiene che non vi siano prove certe sulle origini della notazione e quindi la teoria dell’origine araba e le teorie sull’origine degli inni sono ugualmente credibili. 😊
Ma tornando alla nostra amata musica araba, di quale strumento vi parlerò? 😉
Oggi mi voglio soffermare sul “Mazhar” Egiziano;Un pesante e profondo tamburo a cornice con i piatti.🥁 utilizzato molto anche durante le feste di matrimonio arabe, eventi particolarmente sentiti nella loro cultura  caratterizzati da veri e propri spettacoli di musica e soprattutto e danza araba💃🥰🤩Il mazhar egiziano è un tamburo a cornice molto pesante con dei piatti larghi. È fatto per colpi forti in una sezione varia e potente, come quello usato durante la Zaffa (processione di matrimonio) che usa il “Iqa‘ Zaffa”.Cos’è?🤔
L’Iqa‘ Zaffa deve il suo nome da una marcia nuziale che comporta l’utilizzo di un gruppo di diversi strumenti a percussione dal forte volume. Al di fuori dei matrimoni, costituisce una possibile modulazione da versioni rallentate di iqa‘at in 4/4 come il Baladi e il Maqsum.🎼😊🥰
Oggi vi farò ascoltare un brano tratto da una Zaffa (festa di matrimonio).👰🤵🎉Mohamed Hashesh è l’artista del brano di oggi.Ascoltate il brano, spero che vi piaccia🤗🌷🎶Un’abbraccio virtuale a tutte/i ❤

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